
Ecco. In questa fredda mattina di gennaio
sono finalmente arrivata davanti alla sede del Corriere della Mela. Le chiavi mi
tintinnano in mano, il traffico intorno non lo sento quasi più. Ci sono, il
Corriere è qui, pronto ad essere portato allo splendore, alla gloria, alla
pubblicazione su circuiti nazionali, a vincere il premio del link più cliccato
del 2010… Si! Ci sono! SI PUÒ FARE!!!
Mi fremono già le dita al pensiero di battere sui tasti del computer
creando articoli da Pulitzer, di vedere il team di redazione schizzare in giro
per il mondo viola alla ricerca di scoop, di usare il mio nuovo frustino
borchiato per capi autoritari sul mio Vice che, poverino, non ne può più di
questi cambi al vertice della direzione… Meno male che è un sottoposto che non
chiede mai!
E allora su, entriamo! Sicuramente il mio fedele Vice ha organizzato
un’accoglienza coi fiocchi e sta già stappando lo champagne.
Mmmmm ok, le scale non sono proprio al meglio, bisognerà chiamare la ditta delle
pulizie e anche un restauratore... E la porta? Oh cielo, qui la targa va
lucidata, l’ottone deve splendere come il futuro del giornale! Vabbè, entriamo…
Polvere. Odore di chiuso. Suoni attutiti dallo spesso strato di sporcizia che
ricopre il pavimento.
Cammino lungo per il corridoio cercando di evitare di inciampare in pezzi di
ufficio abbandonati, cestini ribaltati e rotelle di sedie vaganti. Nella stanza
principale l’odore di chiuso si fa più forte, è evidente che nessuno ha aperto
le finestre per anni… I tacchi mi si impigliano nelle serpentine attorcigliate a
terra. C’è stata una bella festa qui, in tempi remoti… Piatti di carta sui quali
le formiche hanno festeggiato ballando con tutte le loro sei zampe, bicchieri di
plastica con resti di spumante ormai calcificato… Sì, proprio una bella festa.
Mi guardo attorno nell’ufficio abbandonato: un paio di computer, due sedie senza
rotelle, un poster di una Biancaneve morta nella neve con la scritta “Ave o
Magistra” appeso di sghembo al muro e, nell’angolo, una lucina che lampeggia.
Una bomba? No, la segreteria…
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Morgana
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