Ho solo preso un pezzo di infinito al cielo..


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Gli Ontani sono alberi di media grandezza o cespugli, monoici con fiori unisessuali, a foglia decidua, spiralata e con stipole che cadono precocemente. Sono presenti quasi esclusivamente nelle regioni temperate dell'emisfero boreale. Insieme al genere Betulla, il genere Alnus appartiene alla famiglia delle Betullaceae ed annovera circa 30 specie. Il genere Betulla presenta gli amenti femminili, una volta diventati infruttescenze, penduli, molli e più o meno cilindriche le foglie con lamina triangolare o rombica. Il genere Alnus, invece, ha gli amenti femminili eretti legnosi, ovali e foglie con lamina ellittica od ovale. In Italia sono spontanei quattro tipi di Ontano: Alnus viridis, A. incana. A. glutinosa e A. cordata.
I primi due presentano i rami dell'annata e la lamina fogliare inferiore pubescenti. Le altre due specie presentano rami glabri e solo qualche ciuffo di peli nel margine inferiore delle foglie alla diramazione dei nervi secondari.
L'Alnus viridis si presenta sottoforma di cespuglio con rami giovani e foglie vischiose e gemme sessili.
L'Alnus incana invece è un albero o un grosso cespuglio con rami e foglie non vischiose e gemme peduncolate.
L'Alnus glutinosa ha foglie con margine dentato e base troncata.
L'Alnus cordata ha foglie con margine dentellato e base cordata.

Ambiente: l'ontano predilige le boscaglie umide, le rive dei fiumi, le zone paludose. Lo si trova dalla pianura fino alla bassa montagna. In Italia si incontra con una certa frequenza soprattutto al nord.
Raccolta: si utilizza la corteccia dei giovani rami, raccolta a febbraio e le foglie verdi.
Uso: l'elevato contenuto di tannini dell'ontano lo hanno reso famoso nella terapia popolare per combattere angine, tonsilliti e faringiti. Inoltre ha discrete proprietà cicatrizzanti nel caso di piaghe ed ulcere.
Informazioni extra: pianta che non trova impiego in cucina, in campo cosmetico il decotto può essere utilizzato per detergere la pelle del viso. Il legno, molto ricercato per la resistenza al deterioramento, serviva per opere di tornitura e per confezionare zoccoli, inoltre, l'elevato contenuto di tannini lo rendeva utile nella concia. Appena tagliato il legno si colora di rosso tanto da dare l'impressione di un sanguinamento. Questo fatto ha suggestionato la fantasia popolare a tal punto da far credere questa pianta maledetta.

=Decotto di Ontano=

Parte usata: Corteccia.

Indicazioni:Gengivite.

Principi attivi:Tannini, principi amari.

Dosi: 3 sciacqui al giorno

Preparazione: Mettere 40 g di foglie secche in 1 L d’acqua fredda, portare all' ebollizione e lasciare in infusione per 10 minuti e filtrare.

=Un po’ di storia, leggende e qualche curiosità=
L'Ontano nero è un tipico albero che s'accompagna ai corsi d'acqua e, in genere, ai luoghi fangosi e forse per questo motivo molti autori ritengono che il termine latino Alnus derivi dal celtico "al lan" che significherebbe "stare presso le rive". Questa sua facile reperibilità , associata al fatto che il suo legno tende ad indurirsi quando rimane a lungo sommerso in acqua, ne fece, tra gli antichi, l'albero preferito per costruire le palafitte. Poi, al trascorrere dei secoli, si caricò di significati simbolici. Fu considerato l'albero della vita dopo la morte, per la proprietà del legno di divenire d'un rosso arancione molto vivo appena veniva tagliato. Omero lo narra come albero della resurrezione e lo colloca nell'Odissea a fianco della grotta della ninfa Calipso.

E' un albero rustico e frugale e, per le sue attitudini ecologiche, ha trovato anche largo impiego nel restauro ambientale, soprattutto nel consolidamento di scarpate umide ed ombrose. Il legno, per la sua proprietà già ricordata di indurirsi in acqua, è tutt'oggi ricercato per lavori idraulici. E' invece alterabile all'aria e trova modesto impiego sia come combustibile che come materiale da tornio o falegnameria. La corteccia, ricca di tannino, si usava con vantaggio nella concia delle pelli.
Interessanti anche, in epoche passate pre-industriali, le capacità tintorie: la corteccia, macerata con limatura di ferro, dava un bel nero ricercato per i feltri dei cappelli; germogli e corteccia, diversamente lavorati, potevano invece dare un bel colore giallo vivo.