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PINO (Pinus)

Detto anche "Pino di Scozia", è un sempreverde originario dell'Asia e dell'Europa. Ha corteccia grigio porpora, foglie aghiformi, frutti a cono verdi, marroni a maturità.
Fa parte della famiglia delle Pinacee, a cui appartengono numerose specie, diffuse in varie zone del mondo.
È saturnino il Pino silvestre, marziani tutti gli altri Pini, ma ce ne sono alcuni venusiani, detti dai romani "pronubi" perché favoriscono il matrimonio.
Il Pino è una pianta sacra a varie divinità, anche se appare soprattutto nel culto di Cibele e di Dionisio.
È affine all'elemento Terra. È una delle piante magiche del Capricorno (la resina, le pigne e gli aghi).
Il Pino infonde forza vitale, energia purificatrice, volontà di reazione; ottimo per depressi e stressati, che vedono tutto nero.
La floriterapia usa il Pino silvestre per coloro che sono piegati dal senso di colpa e dalla convinzione della propria pochezza, che credono di essere sempre dalla parte del torto.

GENERE: maschile
PIANETA: Marte e Saturno
ELEMENTO: Terra

USI MAGICI: Si usano soprattutto le gemme, da cogliere in primavera quando sono ancora tenere e piene di resina profumatissima. Mettetele a macerare in olio di ricino (300 grammi in mezzo litro d'olio) per farne un oleolito molto denso, che userete a gocce sul petto e sui polsi, quando avrete bisogno di ricaricarvi. Le pigne, legate con un nastro di seta rossa e appese sopra la porta di casa, portano allegria in famiglia; gli aghi si usano nei rituali per respingere la negatività al mittente.
Il Pino entra nei rituali di esorcismo e di protezione (come incenso), in quelli per la salute (rami interi appesi in casa o un decotto di aghi nel bagno) e per il denaro (le pigne e i pinoli), ma anche nella magia attiva per respingere al mittente le fatture. La sua resina può essere usata come incenso o inghiottita nei riti per la salute.

NOTA: Se si usa la resina come incenso sul carboncino, metterne un pezzettino molto piccolo perché fa molto fumo e areare poi bene la stanza.

Tutte le info sono prese dai libri di Devon Scott. A cura di Manuela Soundmaker