Non fatele posare mai!Le mie regine devono volare.


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Ti invio alcune notizie in merito, prese da "La ricerca del santo Graal" di Graham Phillips ed. Sperling & Kupfer.

Lo scrittore sostiene che è infondata la credenza popolare che i tarocchi siano stati portati dagli zingari. Questa popolazione nomade, originaria dell'India nordoccidentale, migrò verso ovest, in Europa nel XVI secolo. Alcuni pensavano che i tarocchi provenissero dall'Egitto, visto che in inglese si chiamano Gypsy. Comunque erano diffusi in Europa almeno dal XIV secolo, quando forse furono inventati in Italia... (poi la storia si accavalla con quella già detta da Dubhe)...

Nel 1781, lo storico francese Antoine de Gebelin scrisse "Le jeu de Tarots", in cui sosteneva che i tarocchi contenessero un occulto simbolismo proveniente dall'antico Egitto; l'ipotesi era che le carte si basassero su un testo magico egizio "il libro di Thot". La storia di Antonine de Gebelin fu smentita, nel 1799, in seguito alla scoperta della Stele di Rosetta, una lastra con iscrizioni in greco e in ideogrammi egizi del II secolo, che diventò la chiave per la decifrazione dei geroglifici. Fu così provato che la mitologia egizia avevano poco a che fare con il simbolismo delle carte.

Un collaboratore di Gebelin, l'antiquario parigino Aliette, nel 1783 pubblicò un libro sui tarocchi, ritenendo che le carte contenessero significati occulti. La sua storia differiva da quella di Gebelin, la sua opinione era che le carte servivano per la predizione. Alliette, ben presto, si fece chiamare Etteila, e divenne il più celebre cartomante di Francia.

Alla metà dell'ottocento, l'occultista Alphonse Constant, noto come Eliphas Levi, pubblicò opere sulla magia e sull'occultismo. Levi sosteneva che i trionfi fossero collegati con un sistema mistico ebraico, da lui indicato nella Cabala. La Cabala, o Kabalah, chiamato anche "Albero della Vita" fece la prima comparsa, a detta di alcuni studiosi, nell'ambito di una setta giudaica nella Spagna del XII secolo; in sostanza, si trattava di un sistema consistente di una forma suddivisa in un certo numero di cerchi connessi da una serie di linee dette sentieri. Ogni cerchio, Sefiroth, rappresentava un diverso livello di consapevolezza, mentre i sentieri erano considerati nessi tra l'uno e l'altro. Nella Cabala, ogni sentiero (22 sentieri) corrispondeva a una lettera dell'alfabeto ebraico. Levi riteneva che i 22 trionfi dei tarocchi avessero in origine un ruolo affine. Il simbolismo di ciascuna carta rappresentava, per Levi, il sentiero e l'esperienza mistica, e intuiva che c'era un nesso tra le quattro serie con i 4 elementi, intuendo così la chiave per la comprensione della magia antica...