Il Paradiso è lì dietro quella porta, nella stanza accanto, ma ho perduto la chiave.


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PREMESSA: Tralasciamo qui volutamente la complessa simbologia delle croci cristiane per ovvi motivi di spazio (solo per le moltissime e variegate rappresentazioni - senza simbologia- delle croci cristiane ci vorrrebbe un intero libro).

La croce

La croce è uno dei simboli più antichi mai tracciati dall'uomo,e di tutti i simboli è certamente il più universale, lo troviamo in qualsiasi età ed in qualsiasi cultura (solo il cerchio , il punto , il quadrato e la spirale hanno un grado di diffusione paragonabile).
Come il quadrato, essa rappresenta la Terra, di cui esprime però gli aspetti più dinamici.
Diretta verso i punti cardinali, è la base di tutti i simboli di orientamento,ai diversi livelli d'esistenza dell'uomo.
Si può considerare infatti un asse spaziale,terreno,Est-Ovest, segnato dal levarsi e tramontare del sole, e da un asse verticale, temporale, celeste, Cielo-Terra.

La croce è simbolo del mediatore, per natura unione dell' asse giorno - notte e terra - cielo.
In ambito personale,l'asse verticale può essere considerato come collegante tra loro una gamma di potenziali stati d'essere, mentre l'asse orizzontale come l'espansione dell'essere presente.

L' essere umano stesso può formare col suo corpo un simbolo vivente (il cui centro passa approssimativamente per il chakra del cuore) di questa mediazione.
Il simbolo della croce è quindi un'unione di contrari, una funzione di sintesi: a questo simbolo può essere assimilato il Kua* (unione di Yin e Yang) e la Tetraktys* pitagorica. Unione del tempo e dello spazio.

Collegata strettamente con la simbologia del 4, essa partecipa anche a quella del 5* (che vedremo col pentagramma*) contando il centro della croce. (Gli alchimisti usavano la croce come simbolo dei 4 elementi ,uno per ogni braccio, più il centro che essi percepivano come la "coniunctio" o "quinta essentia", il quinto elemento.In questo la simbologia della croce alchemica si affianca a quella del pentagramma).
Questo centro non appartiene al tempo o allo spazio ma è un varco tra questo e l'Altro mondo, un omphalos* (="ombelico", sottinteso "del mondo"), un punto di rottura del tempo e dello spazio.
Esso può venire visto in fatti in due modi: come punto d'incontro di due realtà differenti, oppure come punto d'origine, sorgente, da cui si dipartono le quattro direzioni "per i quattro angoli del mondo".



Il crocevia

L'intersezione dei bracci della croce segna i crocevia, o crocicchi; in questi punti centrali si elevano un palo, una pietra,un obelisco, una statua, un altare.
L'importanza simbolica del crocevia è fortemente connessa alla situazione di incrocio dei cammini, che ne fa una sorta di "centro del mondo" per chi lo attraversa.
E' un simbolo sia epifanico (di rivelazioni e di apparizioni- es . di fantasmi), che un luogo di ritrovo (es. di streghe).

Gli dei adorati ai crocicchi spesso ivi raffigurati con statue, (che lasciarono il posto in seguito alle figure di madonne o di santi) al erano la triforme Ecate (identificata talvolta con Artemide e Demetra) ed Ermes, nella sua funzione di mediatore tra i diversi universi (cielo, terra ed inferi).

In breve, in tutte le civiltà ,il crocevia rappresenta l'ignoto, un luogo di pausa e riflessione prima dell'inevitabile scelta di quale sentiero (materiale o spirituale) seguire.
Non a caso in svariate culture vi erano rituali da seguire per il fausto attraversamento dei crocicchi.
E' anche il luogo in cui sin incontrano gli altri (dalle incerte intenzioni) luogo di raduni ma anche di imboscate.

Le statue di Ermes e di Ecate non stanno altro che a significare: sei arrivato qui e ora scegli: terra, cielo, o inferi.
Allo fine quindi al crocevia non troviamo altro che noi stessi: magari speravamo in una meta,una (o LA) risposta,ma esistono solo nuove strade, nuovi sentieri e nuove scelte.