A partire da dove la luce entra nell'anima?


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La divinazione è di certo una pratica affascinante, specialmente per chi è agli inizi e si sta godendo tutta la bellezza dell’atmosfera magica e misteriosa che i primi passi in questo cammino sanno portare.
Di divinazione si legge moltissimo su ogni libro e su di essa è stata scritta un’infinità di pagine da persone più esperte ed autorevoli di me.
Eppure, nei tanti anni della mia pratica, ho sempre trovato queste pagine carenti di risposte a quelle che sono le domande fondamentali del neofita: come si comincia? Come si visualizza? Che sensazione da una visualizzazione corretta,e come la distinguo da uno scherzo della mia immaginazione? Perchè, quando tento di fare divinazione, finisco sempre per distrarmi senza “vedere” nulla?
Ho cercato di comporre un quasi-dodecalogo di consigli per i divinatori principianti.
La domanda che IO mi sono posta è: “cos’avrei voluto leggere, e che consigli avrei voluto trovare quando stavo imparando a divinare?”. Spero che le risposte che mi sono data possano essere utili anche a voi.



1)Cosa devo fare per iniziare a fare divinazione?
Bisogna solo scegliere un mezzo, a seconda delle proprie inclinazioni. Nessun mezzo è sbagliato in assoluto ma di sicuro ce n’è uno che sentirete più adatto a voi. Il mio consiglio è di scegliere un mezzo dal linguaggio più semplice e meno simbolico, come possono esserle le Sibille (anche più “nostrane”) rispetto ai più affascinanti tarocchi. La realtà è, però, che siamo tutti diversi e che di conseguenza la mia scelta non sia la migliore per tutti. Sentite il bisogno di un linguaggio più simbolico, più legato all’archetipo? Provate pure i tarocchi o le rune, ma tenete presente che ci sarà molto di più da studiare per “imparare la loro lingua”.
Uno strumento “fuori categoria”è lo scrying, la divinazione per immagini ottenute osservando una superficie riflettente: non richiede nessuna particolare preparazione ma la necessità di sgombrare la mente mantenendo tuttavia una forte concentrazione che lo contraddistingue lo rende forse il metodo più complesso tra quelli che troviamo più spesso citati nei libri.

2)Con che atteggiamento mentale devo accostarmi alla divinazione?
Prendetevi il vostro tempo e, soprattutto, fate silenzio dentro di voi.
Spesso siamo troppo rivolti all’esterno, troppo in emissione. Dobbiamo imparare a svuotare la mente per permettere alle informazioni di raggiungerci. Dobbiamo trovare una posizione di calma sia a livello mentale e che energetico, permettendo (con cautela) all’esterno di penetrare in noi. Quando si è molto inesperti questo può portare a situazioni di disturbo spirituale (quando “troppo dell’esterno” entra nella nostra sfera): il mio consiglio in questo caso è di provare a divinare all’interno di un cerchio magico o di un’area di protezione, almeno all’inizio. Può essere sufficiente visualizzare attorno a sè un perimetro entro il quale nulla di male può succedervi: sarà sufficiente immaginare tale perimetro ed applicare la vostra volontà di protezione.

3)Come faccio a capire cosa mi viene detto?
Questa domanda porta con sè una serie di altre: come vedo le cose? Nel caso dello scrying dove si forma l’immagine? Devo vedere con gli occhi e sentire con le orecchie?
E’ essenziale stabilire un linguaggio comune con il mezzo di divinazione e per questo, purtroppo, la pratica è l’unica possibile soluzione in quanto l’informazione può mostrarsi in più modi a seconda della disposizione delle persone.
Per semplificare un primo approccio a tutti voi posso dirvi questo: l’immagine ed il suono si formano al centro della testa, non dietro le palpebre chiuse o all’esterno dell’orecchio.
Si formano nel vuoto dietro gli occhi e molto più in fretta di quanto faremmo noi se dovessimo immaginarlo. A volte si sovrappongono a ciò che stiamo guardando o sentendo e sembrano più il “concetto”, l’essenza dell’immagine o del suono più che un reale suono o di un’immagine vista con i nostri occhi. Potete fare un confronto tra un’immagine percepita ed una ricostruita, o ricordata. In alcuni casi può essere molto forte e manifestarsi come un’improvvisa ma solida certezza.


4. Perchè il metodo funzioni devo necessariamente seguire le istruzioni sulla scatola o sul libro?
No. E’ importantissimo non farsi influenzare dai luoghi comuni. Ad esempio non è necessario che il consultante sia presente o che tocchi le carte, così come non è necessario purificare il mezzo ad ogni lettura:qualsiasi metodo che funzioni è il metodo giusto per voi. Ricordate soltanto di prendervi il tempo di analizzare le vostre sensazioni a riguardo e di trovare la vostra routine divinatoria.

5. Ciò che vedo indagando il futuro accadrà di certo?
So che è brutto rispondere ad una domanda con un’altra domanda ma... secondo voi accadrà? Credete nel futuro predeterminato ed impossibile da influenzare? La domanda potrebbe dare adito a risposte molto più complesse di quanto si pensi. Nella mia pratica divinatoria ho sempre considerato il responso come la “versione più probabile del futuro basata sul presente” perchè, nella mia pratica, ogni cosa è in costante evoluzione. Ci sono eventi di grande importanza nella vita di una persona che hanno più probabilità di restare fissi nel futuro rispetto ad altri che, invece, possono cambiare influenzati dalle scelte che facciamo nel nostro presente. Prendetevi del tempo per riflettere sulla vostra concezione del passato, del presente e del futuro, e basatevi su quella al momento di analizzare un responso.

6.Da dove posso iniziare?
E’ spesso importante non partire da mezzi complessi come possono esserlo i tarocchi: sono affascinanti e misteriosi ma se non si è in grado di sviluppare prima il proprio linguaggio, allora non si può comprendere quello degli altri, bisogna imparare ad articolare i singoli suoni prima di imparare una lingua.
Una cosa fondamentale: è normale, nella mia esperienza, che il mezzo di divinazione cambi linguaggio con gli anni, adattandosi al lettore. E’ un rapporto in continua evoluzione ed è normale che ci siano delle variazioni.

7.Quanto tempo ci vorrà prima che diventi bravo/a?
E’ una domanda che non ha una risposta specifica: ognuno di noi è diverso e, mentre alcuni mostrano un’immediata propensione, altri devono pazientare a lungo prima di vedere qualche risultato. In generale mettete in conto che il “muscolo” della divinazione ha molte sfaccettature e che l’esperienza richiede anni di pratica. Questo però non significa che non possiate avere qualche soddisfazione fin dai primi tempi. Perseverate e non abbattetevi, i risultati arriveranno.

8.Cosa posso iniziare a “vedere”, e che tipo di domande devo fare per ottenere una risposta?
E’ bene iniziare da cose semplici e verificabili, meglio se non per voi ma per altri, ad esempio amici di amici. Se vi esercitate con altre persone potrebbe essere utile porvi a vicenda domande delle quali sapete già la risposta.
Cercate, infine, di porre domande brevi e chiare e, se utilizzate le carte, di preferire giochi semplici con un numero di elementi proporzionato alla complessità della domanda. Non serve un mazzo intero se la risposta potrebbe essere, semplicemente “si” o “no”.

9.Come funziona, fisicamente, lo scrying? Dove devo guardare? Cosa devo cercare? Posso sbattere le palpebre, o muovere lo sguardo?
Anche qui non c’è una risposta ideale. Stando alla mia esperienza è utile posizionare la superficie riflettente ad una certa distanza da sè, senza specchiarcisi, trovando un punto fisso da guardare. Sfocare lo sguardo aiuta alcuni, mentre altri preferiscono fissarlo con attenzione. A mio avviso sono tutti “trucchi” che hanno lo scopo di mettere il divinatore nella giusta disposizione mentale, tenendo gli occhi impegnati mentre l’immagine si forma nel “vuoto dietro agli occhi” di cui parlavo prima, tanto che alcuni divinatori esperti non hanno neppure la necessità di un mezzo fisico da osservare ma trovano sufficiente puntare lo sguardo su una superficie sgombra come negli esercizi di visualizzazione.

10.Come faccio se la situazione che voglio indagare è troppo complessa per una singola immagine o per una domanda semplice?
Bisogna cercare di frammentare il quadro di riferimento in aree più ridotte, un po’ come quando si inizia un puzzle cercando gli angoli: trovate dei riferimenti spazio temporali all’interno dei quali ricostruire l’immagine che vi serve.
Inoltre (soprattutto nello scrying ,anche senza un mezzo fisico) può essere utile visualizzare le persone coinvolte come una costellazione, unendo i puntini e indagando sulla natura delle connessioni. Non limitate le vostre possibilità cercando necessariamente di ridurre il responso ad una singola immagine: pensate piuttosto ad una struttura tridimensionale. Le situazioni che viviamo sono fluide ed in continuo mutamento.

11. Perchè a volte ottengo risposte che non sono coerenti con le domande poste?
Ci possono essere diverse motivazioni. Ad esempio, potreste non aver posto la domanda nel modo giusto oppure, più di frequente, non aver posto la domanda che veramente vi sta a cuore in quel momento (o che sta a cuore al consultante). Focalizzate le vostre priorità in modo da selezionare il messaggio giusto, la “voce” giusta che arriva dall’esterno, senza farvi distrarre.
Un esercizio utile per capire quanto sia difficile la divinazione in sè può essere quello di ascoltare musica con le cuffie, ad occhi chiusi. Esercitarsi ad identificare un singolo strumento all’interno del brano, cercando di seguirlo dall’inizio alla fine, può essere un’ottima metafora dell’atto divinatorio: nel grande caos dato dal mescolarsi dei nostri pensieri, delle influenze esterne e dalla percezione extrasensoriale di ciò che ci circonda la sfida più grande è identificare ed isolare il “segnale” che ci interessa.

A cura di Niniane