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Nell’ antico Egitto, come i vari scavi archeologici hanno ampiamente dimostrato, esistevano diversi tipi di amuleti e talismani che venivano indossati o collocati nelle sepolture dei defunti, per proteggere dal male e dalle energie negative in genere. Molti di questi oggetti riproducevano animali considerati sacri dagli egizi, come l’ippopotamo, il coccodrillo o il leone dalla doppia testa.

In particolare lo scarabeo, dalle zampe corte e il corpo ovale, ebbe larga diffusione nell’Egitto antico per un periodo che copre quasi 3000 anni di storia.

Un così prolungato successo dipende dal fatto che gli egizi avevano istituito uno stretto legame tra lo scarabeo e il sole.

Avevano infatti osservato che un particolare tipo di questo coleottero, lo scarabeo stercorario (scarabaeus sacer), aveva la consuetudine di formare una sfera di sterco che spingeva, facendola rotolare con le zampe posteriori, verso la propria tana scavata nella sabbia. Dal buco, successivamente, fuoriuscivano i piccoli. Questo processo venne interpretato dagli egizi come un’allegoria del ciclo di morte e rinascita del sole, a tal punto che, molto spesso, l’astro che attraversa il cielo veniva rappresentato come uno scarabeo che spinge davanti a se il disco solare.

Nell’ antico Egitto, l’immagine dello scarabeo era utilizzata come ornamento e come totem nei rituali sacri e nelle pratiche funerarie. Durante la vita o dopo la morte uno scarabeo era spesso indossato come amuleto portafortuna per chi lo possedeva.
L’immagine dello scarabeo veniva utilizzata come ornamento e come totem nei rituali sacri e nelle pratiche funerarie, ma era spesso indossato come amuleto portafortuna per chi lo possedeva.

Gli scarabei erano inoltre utilizzati come timbri nell’amministrazione dai funzionari egiziani e, spesso, sulla loro base si trovava incisa un’importante informazione in scrittura geroglifica. Alcuni scarabei recavano incisi i nomi della regalità altri, invece, avevano incise formule magiche.
Scarabei sacri di notevole dimensione venivano collocati alle porte dei templi, soprattutto quando si celebrava qualche cerimonia speciale.

Ma in particolare è in campo funerario che lo scarabeo trova il suo utilizzo più frequente. Nelle dita delle mani di molte mummie, ad esempio, venivano infilati anelli con uno scarabeo come castone o, si sostituiva il cuore con uno scarabeo ricavato scolpendo basalto nero o ematite, o, ancora, lo scarabeo veniva incastonato con oro e pietre preziose, sui pettorali delle mummie.
Un tipo particolare di scarabeo molto utilizzato nelle sepolture è il cosiddetto "scarabeo del cuore". Mettere uno scarabeo del cuore tra le fasce del corpo mummificato o nella tomba era un totem di nuova vita. Aiutava il defunto nel viaggio che lo attendeva nell’aldilà.
Su questo particolare tipo di scarabeo infatti veniva trascritta una invocazione che doveva far si che il cuore (coscienza, sede dell’intelletto, secondo gli egizi) non testimoniasse contro il defunto. La formula, di solito, era tratta dal capitolo 30 del Libro dei Morti.

Eccone un esempio:

" O cuore non levarti contro di me come testimone, non rinnegarmi nel Tribunale, non rizzarti contro di me al cospetto del guardiano. Tu sei il Ka mio, che è nel mio corpo, lo Khnum che sana le mie membra, non calunniare il mio nome davanti agli anziani. Sarà bene per noi, sarà bene per chi ascolta, gioia per chi giudica."

L’amuleto a forma di scarabeo conobbe un’enorme fortuna anche lungo le coste del mediterraneo orientale, dove si cominciò a produrre imitazioni degli originali egiziani sin dal XX secolo a.c.
Attraverso gli scambi commerciali, gli scarabei raggiunsero successivamente l’Italia, l’Africa settentrionale e la Spagna.
Lo scarabeo egizio, come amuleto, quindi, venne ereditato da altre culture e, in seguito, i Fenici, i Cartaginesi e addirittura i Greci utilizzarono pietre semipreziose quali il diaspro e la corniola per confezionare i propri scarabei sacri.

E' curioso constatare come la simbologia dello scarabeo si sia trasmessa da una cultura all'altra. I Cinesi attribuivano allo scarabeo di giada il potere di rendere immortale chiunque lo portasse e, attualmente, chi possiede questo amuleto, in Cina, viene considerato un uomo destinato ad una lunga vita e ad una morte tranquilla.
In molte zone del mondo, si possono acquistare scarabei portafortuna realizzati nei più diversi materiali e forme: ciondoli, spille, tagliacarte, scatoline o altre suppelletili che messi poi nelle abitazioni diventano dei veri e propri "oggetti magici", con lo scopo di proteggere dalle malattie, dalle avversità o, più semplicemente, per tenere lontana la cattiva sorte.

Fra i tanti, lo scarabeo di giada o lapislazzuli è il più apprezzato come amuleto portafortuna. Secondo la tradizione bisogna mettere lo scarabeo realizzato in lapislazzuli vicino al denaro -in borsa o nel portafogli - affinchè faccia in modo che i soldi non vengano mai a mancare.
L'esemplare più importante di questi scarabei è esposto a Londra, al British Museum. Misura 1 metro e mezzo di lunghezza e 90 centimetri di larghezza per un peso di ben 1000 Kg.

Particolare: i souvenir egizi a forma di scarabeo, qualunque sia il loro disegno o colore, devono avere delle macchie nere, o una zona del corpo dipinta di nero, affinchè siano efficaci come portafortuna