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Questa descrizione sulla storia dei Tarocchi verrà presentata da Dubhe, una delle mie preziose collaboratrici del forum. Io onestamente non avrei saputo fare di meglio, anzi. Le singole lame verranno trattate una per volta dalla sottoscritta, è uno strumento di divinazione, a me molto caro. Ma adesso lascio la parola alla mia strega. Leggete con attenzione, la storia di un oggetto è un pò come l'uso che ne facciamo.



Un contributo di Anyanka
Le lame


I Tarocchi sono sempre stati origine di mistero e fascino sia per il simbolismo di ogni loro carta sia per la loro origine , che si perde nella storia dell'uomo e spesso nelle fantasticherie dei molti.
Innumerevoli sono state le ricerche di studiosi ed esoteristi , sulle loro origini , ma la ricerca ha portato solo teorie, che queste poi siano affidabili o meno rimane la mancanza certezze.

La loro storia infatti si può documentare con certezza solo dalla fine del '300 epoca della quale ci rimangono documentazioni secondo le quali Gringonneur su commissione di Carlo VI di Francia fece sì che i tarocchi facessero la loro prima apparizione ufficiale nella storia.
Il sovrano francese, come molti altri personaggi celebri di quell' epoca e delle successive, come i Visconti Sforza, li consultavano per prendere qualsiasi tipo di decisione, anche quelle basilari ,come quelle politiche o militari.
Ma come detto della loro nascita non abbiamo niente di documentato, nonostante abbondino le teorie piu svariate.

Anche sul loro utilizzo e significato vi sono state molte ipotesi, tra le quali quella di molti studiosi di esoterismo che vi hanno intravisto un vero e proprio libro di saggezza racchiuso in un mazzo di carte forse per celare ai comuni conoscenze troppo profonde.
E' infatti stato ipotizzato che la scala dei Tarocchi posti in ordine numerico crescente possa insegnare all'uomo come elevarsi verso il piano spirituale , partendo da quello materiale, terreno.
Isomma sono stati considerati, oltre alla "disciplina" divinatoria più conosciuta tra le masse,anche un arte meditativa che porta al risveglio dell'anima e alla conteplazione delle forze dell'universo.
Come gia detto non si conosce per certo l'origine dei Tarocchi,vi sono state infatti nel corso degli anni innumerevoli ipotesi.

Dopo che i Tarocchi furono introdotti a Viterbo nel 1379 , fatto documentato da un cronista del XV secolo , lo stesso espresse il parere che queste carte provenissero da un gioco Saraceno, conosciuto col nome di Naib.In arabo Naab significa 'profezia' , e questo voleva forse sottolineare che le carte servivano anche a interrogare la sorte.
Altri studiosi ritengono che i Tarocchi derivino invece dalla Cina dove sono state ritrovate carte molto simili , si tratta di 32 tavolette in avorio con incisioni relative a immagini di cielo , terra , uomo , doveri e destini , che componevano un gioco chiamato 'mille volte diecimila'.
Un altro filone invece ipotizza che i Tarocchi siano nati in Egitto al tempo dei Faraoni.
Secondo questa teoria il Dio Thot per comunicare con i propri sacerdoti utilizzava le immagini del libro di Thot con il quale questi divinavano, raccolta di quelle che poi sarebbero diventate le carte da noi conosciute.Inoltre gli antichi sacerdoti utilizzavano queste immagini , raffigurate sulle pareti di aule e templi , durante le iniziazioni ai misteri di Osiride.

Infine tra le teorie più comuni vi è quella che ipotizza che abbiano avuto origine dai dadi.Sembrerebbe che gli antichi popoli orientali della valle dell'Indo si dedicassero con accanimento a questo gioco e che probabilmente per tenere meglio a mente i risultati delle partite tracciassero sul terreno un reticolo in cui segnare i punti guadagnati.Si sviluppo così un gioco , in mancanza di dadi , che utilizzava segni o pietruzze.Nacque lo Chaturanga , quello che probabilmente fu anche il precursore del gioco degli scacchi , nei quali la scacchiera prese il posto del reticolo sul terreno e i pezzi di legno , i segni all'epoca usati.Lo Chaturanga in sanscrito significa 'gioco dei quattro elementi' e , con riferimenti più o meno casuali agli insegnamenti esoterici dei custodi dei Templi , contemplava lo svolgersi di una battaglia tra quattro eserciti.Si pensa quindi che proprio durante queste partite si fossero sostituiti alcuni pezzi ( magari persi) con parti di corteccia con all'interno disegnati le sembianze dei pezzi mancanti , venedosi a creare gli antenati dei nostri Tarocchi.

Si può convenire che ognuna delle ipotesi citate potrebbe essere veritiera ma che nessuna di esse è per certo considerata la 'verita infusa' su come nacquero i Tarocchi e quindi non considerabile come storicamente comprovata.
Nella storia europea una delle prime comparse di un mazzo molto somigliante ai Tarocchi a noi conosciuti fù nel 1392 quando Carlo VI , detto il pazzo, re di Francia , commissionò al pittore Jacquemin Gringonneur tre mazzi di carte in oro e vari colori.Rimangono di questi mazzi alcune particolarità come l' immagine dei cavalli che tirano il carro ,posti in direzioni opposte sicuramente per la non conoscenza dell'autore della prospettiva e quindi dell' impossibilità a renderli frontali.Con il consolidamento dei Tarocchi questa rappresentazione venne mantenuta e spesso addirittura esasperata. Da segnalare inoltre che a differenza di tutti gli altri mazzi in questa collezione la Temperanza viene raffigurata seduta, che il Sole è rappresentato da una donna che fila la seta alla luce dell'astro ,raggiante al di sopra di lei, e con un campo di grano dorato alle spalle , e infine che nel Mondo venne disegnata una donna con scettro e globo d'oro sovrastante la terra,che sembra navigare sulle acque.

Rimangono di queste lame 17 carte che si possono ammirare nella Biblioteca Nazionale di Parigi.Queste carte con raffigurazioni molto simili agli Arcani Maggiori tradizionali sembrano comunque nate seguendo la scia dei già esistenti Naibi Italiani.
In seguito, nel 1419 , comparve un altro gioco paragonabile a quello dei Tarocchi, inventato, probabilmente da Francesco Fibbia , principe di Pisa, esiliato a Bologna.Ma questo mazzo a differenza di quello canonico contava sessantadue carte.Rimane di questo personaggio, di cui alcuni hanno messo in dubbio l'esistenza, un ritratto nel quale notiamo il principe accanto ad un tavolo , in piedi, con un mazzo di Tarocchi nella mano destra e molte carte scoperte che stanno cadendo o sono già cadute.

Nell'iscrizione di questo dipinto vi è scritto :
Inventore del gioco del tarocchino di Bologna. Dalli XVI Riformatori della città ebbe per privilegio di porre l'arma Fibbia nella regina di Bastoni e quella della di lui moglie nella regina di denari. Nato l'anno 1360 morto l'anno 1419.
Si tratta di un mazzo di carte ridotto , possiamo quindi considerare Fibbia l' inventore di un gioco molto simile a quello dei Tarocchi ma non identico.
Un bell'esempio di Tarocchi tradizionali del 400 lo ritroviamo nei mazzi Visconti-Sforza,
creati per le due dinastie che governarono la lombardia dal XIII secolo.
I tre mazzi viscontei più noti sono quelli che meglio hanno resistito al passare dei secoli.
Molti Tarocchi dei Visconti sono conosciuti con nomi diversi, di solito si dà a questi mazzi il nome del luogo dove essi sono ospitati e più precisamente:
I Brera Brambilla Visconti di cui rimangono quarantotto Tarocchi di cui due trionfi, sette figure e trentanove carte non figurate, conservate alla galleria d'Arte di Brera a Milano.
I Gary-Yale Visconti, con sesantasette lame ( undici trionfi, diciassette figure e trentanove carte non figurate), che si trovano nella biblioteca dell' universita di Yale.
E infine i Pierpont-Morgan Bergamo Visconti-Sforza con settantaquattro soggetti, di cui venti trionfi, quattordici figure e trentanove carte non figurate, tenute alla biblioteca Pierpont-Morgan a New-York.
L'autore di queste lame non è mai stato citato in nessun documento , sono stati quindi ipotizzati alcuni artisti come possibili autori di questi capolavori , sulla base delle somiglianze con altre loro opere coeve.
Alcuni di questi nomi sono Bonifacio Bembo e Marziano Tortona.
Al momento , comunque, si ritiene che il più probabile autore possa essere Bembo.
Tutte le figure di questi mazzi presentano uno sfondo d'oro , con motivi floreali, mentre nelle le carte non figurate, a seconda dei mazzi, possiamo trovare sfondi color crema o argento.

Il mazzo Pierpont-Morgan presenta gli stessi ventidue soggetti dei conosciutissimi Tarocchi di Marsiglia, anche se in queste carte manca la numerazione ed e quindi difficile stabilire il numero esatto delle lame.
Invece il mazzo Cary-Yale è più particolare e presenta soggetti quali la fede e la speranza.
Il classico per eccellenza tra i mazzi di tarocchi è considerato quello di marsiglia ,
origine della maggiorparte dei mazzi considerati moderni.
Queste lame nacquero alla fine del XV secolo dalla derivazione , proprio del mazzo Visconti - Sforza ma con una fattura decisamente popolare.
Questo mazzo è composto da settantotto carte suddivise in Arcani Maggiori , delle quali si contano ventidue carte figurate, e gli Arcani Minori , che sono cinquantasei carte suddivise in quattro semi differenti con valori numerati dall'uno al dieci , più quattro figure.

Tutte le lame dei Tarocchi di Marsiglia sono vivamente colorate , i loro colori dominanti sono :
L' ocra rosato , che indica sempre ciò che è umano o si riferisce all'umanità in generale come l'uomo stesso ma anche le sue costruzioni.
L' azzurro , un colore passivo , che rappresenta il segreto e il sentimento
Il rosso , rappresentante l'energia , il sangue , lo spirito
E infine il giallo , colore ambivalente poichè rappresenta contemporaneamente il sole e la terra , principalmente nella sua veste di messe.
Il Tarocco di Marsiglia è rimasto tra i più utilizzati e tra i più conosciuti dalle masse, questo probabilmente perchè rappresenta tratti di fattura decisamente popolare rispetto ai suoi precedenti , fatti costruire per dinastie e case regnanti.
Un esempio della loro popolarita si denota dal fatto che proprio a questo mazzo di Tarocchi Italo Calvino si ispira per scrivere una delle sue opere più belle, "Il castello dei Destini incrociati" dove ogni storia è stata volutamente ispirata da uno degli Arcani Maggiori.
Scrive lo stesso Calvino :
"Ho cominciato con i tarocchi di Marsiglia, cercando di disporli in modo che si presentassero come scene successive di un racconto pittografico. Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cui riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla....Passava qualche mese, magari un anno intero, senza che ci pensassi più, e tutt'a un tratto mi balenava l'idea che potevo ritentare in un altro modo, più semplice, più rapido, di riuscita sicura." (Calvino 1973)
I Tarocchi di Marsiglia rappresentano ciò che oggi viene considerato canone per il loro simbolismo molto marcato che è quindi stato ripreso nella maggiorparte dei Tarocchi nati posteriormente.

Intorno al 1700 nascono a Firenze le cosìdette minchiate , sembra che il primo mazzo, conosciuto allora con il nome di germini , risalga al XVI secolo , ma questo dato non è mai stato storicamente confermato.
Vi sono di minchiate cinque copie ancora esistenti , ma ne rimane solo un mazzo completo.
In questa copia , nel trionfo segnato col numero XXX , troviamo un bollo con su scritto "Carte d'Etruria" , e per questo motivo il mazzo viene denominato come "Minchiate Etruria".
Le minchiate contano quarantuno trionfi e cinquantasei carte appartenenti ai semi , componendo quindi un mazzo di novantasette soggetti. Va quindi a queste lame il primato per il numero di carte , nel mondo occidentale.
Molte carte di questo mazzo sono comuni ai ventidue trionfi , si puo quindi supporre che discendano direttamente dai mazzi di Tarocchi precedenti , ma bisogna tenere conto che presentano alcune carte non presenti nei Tarocchi classici.
Sembra che queste carte servissero oltre che per il gioco delle minchiate anche come aiuto all'insegnamento dei giovani nobili per i primi rudimenti del sapere classico. L' idea fonda le sue ragioni sul fatto che molti soggetti delle lame raffigurate appartengono a categorie quali la Virtù , gli Elementi , i Segni Zodiacali ecc...
Come si è già detto esistono differenze e similitudini tra le minchiate e i Tarocchi classici.
Esempio di possibile confronto sono le lame con soggetto simile ai trionfi , quali il Matto , la Giustizia , la Ruota della fortuna ecc....
Un esempio contrario sono alcune delle suddette categorie quali le Virtù Teologali che ci riportano al mazzo di Tarocchi Cary-Yale Visconti , che come si era detto si presentava come un mazzo fuori dai canoni del Tarocco classico.
Vi sono parecchie particolarità nelle minchiate , quali il fatto che presentano una ribordatura forata come cornice o le quattro figure dei cavalli , che sono raffigurati come creature metà uomo e metà animale.